Buon compleanno, Bruce!

COME UNO SQUALO DI GOMMA TESTARDO HA RIVOLUZIONATO IL MONDO DEL CINEMA
C'era una volta, nel 1975, Steven Spielberg – all'epoca ancora un emerito sconosciuto a Hollywood – che creò per sbaglio il primo blockbuster moderno. E tutto solo perché uno squalo meccanico, affettuosamente battezzato «Bruce» (in onore dell'avvocato di Spielberg – sic!), si rifiutava di funzionare.
Steven Spielberg fece costruire ben tre versioni di Bruce, perché lo squalo serviva per diverse angolazioni di ripresa. La tecnologia era rivoluzionaria per l'epoca, ma anche estremamente fragile: Bruce spesso non funzionava come previsto, mettendo a dura prova il piano di riprese e il budget. In origine il budget del film era di circa 4 milioni di dollari, ma a causa dei problemi tecnici (soprattutto per colpa di Bruce) salì a oltre 9 milioni di dollari.

Ma quello che iniziò come un disastro tecnico si rivelò il più grande colpo di fortuna di Steven Spielberg. Invece di mettere Bruce al centro della scena, Spielberg fu infatti costretto a concentrare le riprese su ciò che non vediamo: la paura, la minaccia, l'ignoto sotto la superficie dell'acqua.
Et voilà, in meno di due settimane il film aveva recuperato i costi di produzione e dominò per tutta l'estate del 1975 le classifiche dei cinema americani. Fino all'uscita di STAR WARS nel 1977, JAWS è stato il film di maggior successo di tutti i tempi. A volte meno è davvero di più – una lezione che Hollywood oggi dimentica volentieri.
PERCHÉ JAWS HA FATTO LA STORIA DEL CINEMA
50 anni dopo, JAWS è più di un semplice pezzo di storia del cinema. È una masterclass di suspense e tempismo, coronata da una delle sequenze d'azione più avvincenti della storia del cinema. L'iconica colonna sonora di John Williams – solo due note che milioni di persone associano immediatamente al film – vinse l'Oscar più che meritatamente. Ma la grandiosa colonna sonora non è l'unico tassello che giustifica il posto d'onore del film nella storia del cinema.
La celebre inquadratura in dolly-zoom (detta anche «effetto Vertigo»), quando il capo della polizia Brody sulla spiaggia si rende conto dell'attacco dello squalo, è oggi materia di studio nelle scuole di cinema di tutto il mondo, le riprese subacquee sono diventate un archetipo cinematografico e il montaggio, anch'esso premiato con l'Oscar, è considerato un esempio da manuale di costruzione della suspense.

L'EREDITÀ
JAWS trasformò Spielberg da un giorno all'altro nel regista più richiesto di Hollywood e spianò la strada ad altri classici come CLOSE ENCOUNTERS OF THE THIRD KIND (1977), INDIANA JONES (1981) ed E.T. (1982). Il film stabilì il concetto di «blockbuster estivo» e cambiò per sempre le strategie di marketing di Hollywood.
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Naturalmente dovevano arrivare i sequel, che però variano parecchio in qualità: JAWS 2 (1978) fu un successo commerciale, ma meno apprezzato dalla critica. JAWS 3-D (1983) e JAWS: THE REVENGE (1987) sono considerati esempi da manuale di come rovinare un franchise. Parola di Michael Caine, che recitò nel quarto capitolo: «Non ho mai visto il film, ma ho sentito che è terribile. La casa che ho comprato con quei soldi, però, è meravigliosa.» Non c'è altro da aggiungere.

Il film generò ovviamente anche innumerevoli imitazioni – da EATEN ALIVE! (1976) a PIRANHA (1978) fino a trash di serie Z come SHARK ATTACK 3: MEGALODON (2002). Persino produzioni recenti come OPEN WATER (2003), 47 METERS DOWN (2017) o THE MEG (2018) devono la loro esistenza a JAWS.
RIPORTIAMO JAWS AL CINEMA!
JAWS entusiasmava le masse negli anni '70 – e non perde nulla della sua tensione nemmeno oggi. Mentre i blockbuster di oggi ci bombardano di fuochi d'artificio in CGI, il film dimostra che a volte basta una semplice pinna per seminare il terrore al cinema.

Se non avete ancora visto JAWS – o volete finalmente (ri)viverlo al cinema – è arrivato il momento. Dopotutto, i 50 anni si festeggiano una volta sola. Per questo lo riportiamo sul grande schermo in diverse città svizzere.
Assicuratevi subito i biglietti e brindiamo insieme a Bruce. Buona pesca!